il Peperoncino

Un passato tra  il magico e il divino, una traccia indelebile nella memoria del gusto:  questa è la storia del peperoncino.

ico_peperoncino

Parlando di peperoncino, ci si riferisce comunemente al frutto dell’omonima pianta della famiglia delle solanacee: il capsicum frutescens.

Questa pianta, le cui prime testimonianze risalgono a oltre 5000 anni fa, nasce in centro e Sudamerica e si diffonde in Europa in epoca colombiana, dalle civiltà maya, inca e azteca. Il termine peperoncino compare per la prima volta in Italia alla fine del XIX secolo: in quegli anni, il suo utilizzo è noto soprattutto presso i ceti popolari del sud, che insaporiscono i loro piatti semplici con la cosiddetta “spezia dei poveri”.

Il peperoncino dava sapore ai cibi e li conservava, quando non c’erano gli strumenti attuali per farlo; inoltre, con le sue proprietà disinfettanti e nutrienti, era di aiuto alle popolazioni con regimi alimentari monotoni e carenti di vitamine.

L’affermazione del peperoncino ai livelli più alti della società risale agli inizi del Novecento, quando la cucina popolare e vegetariana, grazie alla curiosità e alla fantasia dei primi chef internazionali, si arricchisce di autentici gioielli gastronomici. In seguito, con la spinta di avanguardie letterarie e artistiche come il futurismo e la metafisica, gli “antipasti intuitivi” di Marinetti si trasformano in ricchi ed eleganti menù, raffinate ricette e romanzi di genere, consegnando definitivamente il peperoncino agli onori della cultura moderna.

Il capsicum produce bacche verdi e indeiscenti, ricche di semi; durante la maturazione, questi frutti - chiamati appunto peperoncini - mutano di colore, acquisendo sfumature dapprima gialle, poi arancioni e infine rosse. La caratteristica principale del peperoncino, ovvero il sapore piccante, è dovuta alla presenza di un alcaloide, la capsaicina, che gli conferisce, oltre al gusto, un’elevata facilità di digestione. A livello terapeutico, la sua prima funzione è quella di favorire la secrezione di succhi gastrici. Il peperoncino, inoltre, è un ottimo anticolesterolemico, cardioprotettore e vasodilatatore, che consente ai capillari di rimanere elastici, migliorando l’ossigenazione del sangue. Queste funzioni si devono agli acidi grassi insaturi presenti nel seme, che rinforzano i vasi sanguigni. Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e alla ricchezza di vitamina C, il peperoncino è specialmente indicato in caso di malattie da raffreddamento e dolori reumatici. La vitamina E, definita “vitamina della fecondità e della potenza sessuale”, presente nel peperoncino, gli ha inoltre assegnato il titolo di potente afrodisiaco.